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La collezione 2017-05-12T15:40:04+00:00

La collezione

“L’architetto SimonPietro Salini ha scoperto anni fa una meravigliosa e silenziosa campagna nel territorio senese, con un piccolo borgo antico da una parte, Montecalvoli, e un castello diroccato dall’altra, Gallico, li ha ristrutturati con un rispetto quasi maniacale per l’antico e ha cominciato a mettere insieme una collezione di opere d’arte senese – dipinti, sculture e oreficerie – che è diventata imponente sia per quantità che per qualità.

Tra queste opere si contano oltre trenta capolavori, alcuni dei quali prestigiosi anche per le loro provenien­ze : la grande Croce dipinta di Duccio già in collezione Odescalchi nel castello di Bracciano, il polittico di Bartolommeo Bulgarini e le cuspidi di polittico di Giovanni di Paolo provenienti dalla collezione Chiaro­monte Bordonaro di Palermo. E poi il San Pietro in marmo di Giovanni Pisano dal viso sconvolto forse per il pianto dopo il rinnegamento di Cristo; la Madonna col Bambino su tavola di un seguace di Duccio giovane che non siamo riusciti a riferire a nessuno dei pittori senesi noti e abbiamo perciò chiamata Madonna Salini; un Cristo benedicente in legno di notevoli dimensioni, probabilmente riferibile al grande scultore noto come “Primo Maestro di Orvieto”( cioè l’artista ancora anonimo che ha iniziato la decorazione della facciata del Duomo di Orvieto); tre sculture bellissime di Tino di Camaino; una tavoletta con San Giacomo di Simone Martini; una cuspide con tre Santi e un impressionante laterale di polittico con San Giovanni Battista di Pie­tro Lorenzetti; una mirabile Crocifissione di Ambrogio Lorenzetti; due sculture di Goro di Gregorio; una stupenda, piccola Madonna col Bambino in piedi molto prossima ad Andrea Pisano; un piccolo e raro rilievo in stucco policromo con una Madonna col Bambino a mezza figura, di una grazia stupefacente ma di difficile attribuzione, con ogni probabilità di uno scultore senese della fine del Trecento; una superba Madonna col Bambino in terracotta di Jacopo della Quercia; tre sculture di Francesco di Valdambrino; altre tre sculture in legno di Domenico di Niccolò “dei cori”; una Vergine annunziata lignea, rivestita di foglia d’oro, di diffi­cile definizione ma di squisita dolcezza tardogotica; una tavoletta con San Bernardino già riferita a Pietro di Giovanni Ambrosi ma sicuramente del Sassetta; davvero dell’Ambrosi, invece, un bellissimo e complesso altarolo a sportelli con varie figurazioni; due opere di Neroccio, una scultura di un Angelo annunziante addi­rittura documentata e un dipinto su tavola raffigurante la Madonna col Bambino e due santi.

Per concludere, siamo di fronte a una collezione di grande spessore e di un’importanza davvero eccezio­nale, che emerge con forza nel panorama della storia del collezionismo otto e novecentesco.

Siena dal ‘200 al ‘400